CHIRURGIA DEI GENITALI
La chirurgia genitale ha l’obiettivo di creare genitali il più possibile armonizzati con il genere femminile. La scelta dell’intervento deve essere sempre preceduta da un colloquio approfondito con il chirurgo, per definire aspettative, obiettivi e caratteristiche della procedura più adatta.
Sono infatti disponibili diverse opzioni chirurgiche:
Orchiectomia bilaterale
Consiste nella sola asportazione dei testicoli. Questo intervento permette di sospendere la terapia di soppressione androgenica, poiché vengono rimosse le gonadi responsabili della produzione di testosterone.
Attenzione: È importante sapere che i testicoli producono anche spermatozoi: la loro rimozione comporta infertilità definitiva. Prima dell’intervento è possibile valutare la Preservazione della fertilità (link).
Vulvoplastica
Definita anche “vaginoplastica no-depth” o “vaginoplastica senza profondità”, prevede l’asportazione dei testicoli e dei corpi cavernosi del pene e la creazione di genitali esterni con aspetto femminile (grandi labbra, piccole labbra, neo-clitoride e nuovo meato uretrale). Non viene creata una vera e propria neovagina, ma solo un introito superficiale di pochi centimetri con finalità estetica.
È generalmente scelta da chi desidera un intervento meno complesso, non è interessata alla penetrazione vaginale o non è disposta ad eseguire le dilatazioni.
Vulvo-vaginoplastica
Oltre agli aspetti descritti sopra, prevede la creazione di una neovagina con adeguata profondità e larghezza, che consente rapporti sessuali penetrativi.
È l’intervento più richiesto (circa 80% dei casi), perché permette di ottenere un risultato sia estetico sia funzionale più completo. Tuttavia, si tratta di una chirurgia più complessa, con tempi operatori e rischio di complicanze maggiori rispetto alla sola vulvoplastica.
Tecniche chirurgiche
In Italia, la tecnica più utilizzata è la vaginoplastica penoscrotale, che impiega la pelle del pene e dello scroto per creare la neovagina.
La colon-vaginoplastica viene riservata a casi selezionati, ad esempio quando la tecnica standard non è eseguibile o in rari casi di revisione dopo precedente intervento.
La vaginoplastica con lembo peritoneale non viene generalmente scelta come primo intervento. Viene invece utilizzata soprattutto per ampliare una neovagina già esistente nel caso di un suo restringimento e accorciamento (stenosi).
