CENNI DI ANATOMIA GENITALE
Per comprendere la chirurgia genitale di affermazione di genere, è fondamentale conoscere le differenze e le analogie anatomiche tra il genere assegnato alla nascita e il genere di identificazione. Questa conoscenza aiuta a capire meglio l’intervento, le sue implicazioni e i possibili risultati.
Anatomia genitale delle persone AMAB
Gli elementi principali sono:
• Testicoli: organi ovali simmetrici situati nello scroto, responsabili della produzione di testosterone e spermatozoi. La loro rimozione durante la chirurgia comporta infertilità e permette di sospendere la terapia di soppressione androgenica. Ogni testicolo è collegato all’interno dell’addome tramite il funicolo spermatico, che contiene vasi sanguigni, nervi e il dotto deferente. Il funicolo passa attraverso il canale inguinale, il cui limite inferiore nello scroto è chiamato anello inguinale esterno.
• Scroto: sacca di pelle e tessuto sottocutaneo che contiene e protegge i testicoli
• Pene: costituito da più elementi. I corpi cavernosi sono due cilindri simmetrici di tessuto erettile che si estendono dalla punta del pene fino alla porzione profonda chiamata crura. Davanti ai corpi cavernosi c’è il corpo spongioso, che contiene l’uretra e si continua nel glande, una struttura molto sensibile grazie alla ricca innervazione. Al centro del glande si apre il meato uretrale, da cui viene espulsa l’urina.
• Uretra maschile: canale lungo circa 18–20 cm che permette l’espulsione dell’urina. Attraversa la prostata e il corpo spongioso e si apre sul glande con il meato uretrale.
• Prostata: piccola ghiandola a forma di castagna situata sotto la vescica. È molto sensibile al testosterone, quindi la sua dimensione può ridursi con la terapia di soppressione androgenica. La prostata non viene rimossa durante la vaginoplastica e può contribuire alla sensibilità e al piacere sessuale.
Anatomia genitale delle persone AFAB
Gli elementi principali sono:
• Ovaie: due piccole ghiandole situate ai lati dell’utero, responsabili della produzione di ormoni femminili e cellule uovo. Non possono essere ricreate con l’intervento chirurgico.
• Utero: organo muscolare situato al centro del bacino, che ospita l’embrione durante la gravidanza. Anche questo non può essere ricreato durante la chirurgia.
• Vagina: canale che collega l’utero all’esterno, con pareti flessibili rivestite da mucosa, naturalmente lubrificate e sensibili. Quando viene costruita con tecniche di vaginoplastica prende il nome di neovagina.
• Uretra femminile: breve canale di circa 3–5 cm che collega la vescica all’esterno e si apre sul vestibolo vaginale con il meato uretrale.
• Clitoride: organo molto sensibile, composto da una porzione visibile protetta dal cappuccio e da porzioni interne non visibili, tra cui i corpi cavernosi che contengono tessuto erettile.
• Vulva: comprende tutte le strutture visibili all’esterno. Le grandi labbra sono pieghe di pelle e tessuto adiposo, rivestite da peli; le piccole labbra sono pieghe più interne e glabre. Tra le piccole labbra si trova il vestibolo vaginale, dove si collocano in senso anteriore-posteriore il clitoride, il meato uretrale e l’introito vaginale. La vulvoplastica permette di creare la neovulva.
Analogie nello sviluppo dei genitali
Durante la gravidanza, i genitali maschili e femminili si sviluppano a partire dagli stessi tessuti embrionali, sotto l’influenza degli ormoni sessuali. Alcune strutture, infatti, risultano omologhe:
• Il pene e il clitoride derivano dallo stesso tessuto, il tubercolo genitale.
• Lo scroto e le grandi labbra derivano dallo stesso tessuto di base.
• L’uretra maschile e quella femminile derivano dallo stesso canale embrionale
Queste analogie sono fondamentali nella chirurgia di affermazione del genere femminile. Permettono di creare elementi genitali funzionali e sensibili, in armonia con il genere femminile, utilizzando i propri tessuti come base per formare clitoride, uretra, piccole e grandi labbra.
