CENNI DI ANATOMIA GENITALE

Per comprendere la chirurgia genitale di affermazione di genere è fondamentale conoscere le differenze e le analogie anatomiche tra il genere assegnato alla nascita e il genere con cui ci si identifica. Questa conoscenza aiuta a capire meglio l’intervento, le sue implicazioni e i possibili risultati.

Anatomia genitale delle persone AFAB

Gli elementi principali sono:
Ovaie: due piccole ghiandole situate ai lati dell’utero, responsabili della produzione di ormoni femminili e delle cellule uovo. Sono collegate all’utero tramite le tube di Falloppio.
Utero: organo muscolare al centro del bacino, che ospita l’embrione durante la gravidanza.
Vagina: canale che collega l’utero all’esterno, con pareti flessibili rivestite da mucosa, naturalmente lubrificate e sensibili.
Uretra femminile: breve canale di circa 3–5 cm che collega la vescica all’esterno e si apre sul vestibolo vaginale con il meato uretrale.
Clitoride: organo molto sensibile, composto da una porzione visibile protetta dal cappuccio e da porzioni interne non visibili, tra cui i corpi cavernosi che contengono tessuto erettile.
Vulva: comprende tutte le strutture visibili all’esterno. Le grandi labbra sono pieghe di pelle e tessuto adiposo, rivestite da peli; le piccole labbra sono pieghe più interne e glabre. Tra le piccole labbra si trova il vestibolo vaginale, dove, in senso anteriore-posteriore, si collocano il clitoride, il meato uretrale e l’introito vaginale.

Anatomia genitale delle persone AMAB

Gli elementi principali sono:
Testicoli: organi ovali simmetrici situati nello scroto, responsabili della produzione di testosterone e spermatozoi. Non possono essere creati chirurgicamente, ma le protesi testicolari ne simulano aspetto e consistenza.
Scroto: sacca di pelle e tessuto sottocutaneo che contiene i testicoli. Può essere creato utilizzando i tessuti delle grandi labbra e viene definito neoscroto.
Pene: composto dai corpi cavernosi contenenti tessuto erettile, da un corpo spongioso che include l’uretra e dal glande, al cui centro si apre il meato uretrale per l’espulsione dell’urina. Con la chirurgia non è possibile creare le strutture interne, ma si può ottenere un aspetto esterno simile, ma non uguale, al pene di una persona AMAB, per questo si parla di neofallo. Solo con l’impianto di una protesi peniena si può ottenere rigidità.
Uretra maschile: canale lungo circa 18–20 cm che permette l’espulsione dell’urina. Può essere ricostruita allungando l’uretra nativa con vari tessuti.
Prostata: piccola ghiandola a forma di castagna situata sotto la vescica. Non può essere creata chirurgicamente.

Analogie nello sviluppo dei genitali

Durante la gravidanza, i genitali maschili e femminili si sviluppano a partire dagli stessi tessuti embrionali, sotto l’influenza degli ormoni sessuali. Alcune strutture, infatti, risultano omologhe:

• Il pene e il clitoride derivano dallo stesso tessuto, il tubercolo genitale.
• Lo scroto e le grandi labbra derivano dallo stesso tessuto di base.
• L’uretra maschile e quella femminile derivano dallo stesso canale embrionale

Queste analogie sono fondamentali nella chirurgia di affermazione del genere maschile, perché permettono di creare elementi genitali funzionali e sensibili, armonizzati con il genere maschile, utilizzando i propri tessuti per formare il neofallo (nella metoidoplastica) e lo scroto.