LA PROTESI PENIENA E LE PROTESI TESTICOLARI
Tra le principali motivazioni delle persone che scelgono la falloplastica c’è il desiderio di avere rapporti sessuali penetrativi. Tuttavia, la falloplastica da sola non permette di ottenere un’erezione spontanea, come avviene nel pene di una persona AMAB.
Per questo motivo è necessario inserire una protesi peniena, generalmente dopo almeno un anno dall’intervento, quando i tessuti sono completamente guariti. Esistono due principali tipologie:
Protesi malleabili (o semirigide)
Sono costituite da un cilindro rigido ma flessibile, che può essere piegato. Il neofallo rimane quindi sempre rigido, ma può essere posizionato verso il basso per essere meno visibile sotto i vestiti oppure verso l’alto per i rapporti sessuali.
Protesi gonfiabili (o idrauliche)
Sono composte da tre elementi:
• un cilindro inserito nel neofallo, che si riempie e si svuota di liquido simulando erezione e rilassamento
• una pompa posizionata nel neoscroto
• un serbatoio contenente il liquido, collocato nell’addome
Questo sistema permette di avere un neofallo eretto o flaccido a seconda delle necessità.
In passato venivano utilizzate protesi progettate per il pene di persone AMAB, con due cilindri. Oggi sono disponibili protesi specifiche per falloplastica, con un unico cilindro, che sono le più utilizzate.
Per approfondire, vedi Quale protesi scegliere?
Le protesi testicolari sono dispositivi di forma ovale che servono a ricreare l’aspetto e la consistenza dei testicoli.
Possono essere inserite dopo almeno sei mesi dalla creazione del neoscroto, sia dopo metoidoplastica sia dopo falloplastica.
Spesso, nelle persone che hanno eseguito una falloplastica, protesi peniena e protesi testicolari vengono inserite nello stesso intervento:
• con protesi malleabile → si inserisce il cilindro nel neofallo e due protesi testicolari nel neoscroto
• con protesi gonfiabile → il cilindro viene inserito nel neofallo, la pompa occupa uno dei due lati del neoscroto (simulando un testicolo) e viene posizionata una sola protesi testicolare nell’altro lato
Descrizione dell’intervento
L’intervento viene eseguito con la persona in posizione supina.
Si esegue un’incisione alla base del neofallo, attraverso cui si raggiunge il periostio, cioè la membrana che riveste l’osso della sinfisi pubica, a cui verrà fissata la base del cilindro. All’interno del tessuto adiposo del neofallo viene quindi creato un canale, che viene progressivamente dilatato fino a ottenere dimensioni adeguate per accogliere il cilindro, facendolo arrivare fino alla punta.
A questo punto, la procedura varia in base al tipo di protesi.
Protesi malleabile
Dopo aver disinfettato accuratamente il canale, il cilindro viene inserito e fissato al periostio con suture molto resistenti.
Attraverso la stessa incisione si crea lo spazio per una protesi testicolare in un lato del neoscroto. Una seconda incisione sul lato opposto consente l’inserimento della seconda protesi testicolare.
L’intervento si conclude con la sutura delle incisioni e l’applicazione delle medicazioni.
Protesi gonfiabile
Oltre al cilindro, è necessario creare lo spazio per pompa e serbatoio.
Lo spazio per la pompa viene creato in un emiscroto, dallo stesso lato della mano dominante, tramite l’incisione iniziale. Il serbatoio può essere posizionato:
• vicino alla vescica, passando dal canale inguinale senza eseguire ulteriori incisioni
• oppure tramite una piccola incisione nell’addome, sotto i muscoli
Si procede quindi con l’inserimento del cilindro nel neofallo e il suo fissaggio al periostio, il posizionamento della pompa nel neoscroto e del serbatoio nell’addome. I tubi che uniscono questi componenti vengono collegati tra loro.
Infine, viene inserita una protesi testicolare nel lato opposto dello scroto. La protesi peniena viene solitamente lasciata parzialmente gonfia.
Attenzione: All’inizio dell’intervento viene posizionato un catetere vescicale.
Se è stato eseguito l’allungamento dell’uretra, il catetere aiuta a identificare il suo decorso e a ridurre il rischio di lesioni durante la creazione del canale e l’inserimento della protesi.
Posizionamento delle sole protesi testicolari
Quando non viene inserita la protesi peniena, si eseguono due piccole incisioni ai lati del neoscroto per inserire le protesi testicolari, seguite dalla sutura e dalle medicazioni. In genere non è necessario il catetere vescicale.
Durata e anestesia
L’intervento dura circa 1–1,5 ore e può essere eseguito in anestesia spinale o generale.
Il solo posizionamento delle protesi testicolari dura circa 30 minuti.
Degenza
La degenza è generalmente di 1–2 giorni, in assenza di complicanze. Durante questo periodo vengono somministrati farmaci per prevenire le infezioni. Il catetere viene rimosso entro la prima o seconda giornata e la mobilizzazione inizia già dal giorno successivo all’intervento.
Il solo posizionamento delle protesi testicolari viene solitamente eseguito in day hospital.
Controlli post-operatori
Per quanto riguarda la protesi malleabile e le protesi testicolari, si eseguono 1–2 controlli ambulatoriali per verificare la guarigione delle ferite.
In caso di protesi gonfiabile viene eseguito un primo controllo in cui si sgonfia la protesi e un secondo controllo dopo circa 6 settimane per attivarla. Durante questa visita viene insegnato come utilizzare la protesi e, se necessario, vengono programmati ulteriori controlli. Per approfondimenti vedi Come utilizzare la protesi peniena gonfiabile
Complicanze
Le complicanze più gravi, seppur rare, includono danni ai vasi sanguigni del neofallo con possibile perdita di vascolarizzazione e necrosi. In caso di allungamento uretrale, può verificarsi anche un danno all’uretra. Nel posizionamento del serbatoio, esiste inoltre un rischio di lesioni alle strutture addominali.
Nei primi giorni dopo l’intervento possono comparire sanguinamento, ematomi, febbre o problemi di guarigione delle ferite, generalmente gestibili con terapia medica.
Una delle complicanze più importanti è l’infezione della protesi, che può comparire nei primi giorni postoperatori o a distanza di tempo e spesso richiede la rimozione del dispositivo.
Inoltre, nel lungo termine possono verificarsi:
• erosione della protesi, cioè la sua fuoriuscita attraverso i tessuti
• problemi meccanici, più frequenti nelle protesi gonfiabili
• spostamento o instabilità della protesi
Per approfondimenti, vedi Gestione delle complicanze
